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Home > Il Laboratorio di Accessibilità e Usabilità del CSI-Piemonte > Accessibilità dei siti della PA Piemontese 2005


Accessibilità dei siti della PA piemontese 2005

Stato dell'arte dell'accessibilità dei siti della Pubblica Amministrazione piemontese. Presentazione del documento: "Valutazione dell'accessibilità dei siti web della PA piemontese".

a cura di Andrea Crevola | 30 novembre 2005

I provvedimenti legislativi emanati nel corso degli ultimi due anni in materia di accessibilità hanno indicato chiaramente quale dovrà essere la direzione che la Pubblica Amministrazione digitale dovrà percorrere allo scopo di fornire servizi realmente accessibili e fruibili da tutti i cittadini.
Il senso comune, fra gli utilizzatori e gli specialisti di queste tematiche, evidenzia come la distanza da percorrere non sia breve.
La ricerca, commissionata dal Laboratorio di Accessibilità e Usabilità del CSI-Piemonte e condotta da CSP - Innovazione nell'ICT ha avuto per obiettivo il chiarimento di tale situazione nel contesto dei siti web dellaPA piemontese.
Il team di ricerca ha raccolto un campione di 232 siti web: 203 appartenenti a Comuni con più di 1500 abitanti, gli 8 delle province piemontesi, 20 di Aziende Sanitarie Locali e il sito web regionale. L'indagine è stata svolta nella primavera 2005.
Lo strumento di osservazione è stato costruito sulla base dei requisiti tecnici della Legge 4/2004 e sui checkpoints delle WCAG 1.0.
La metodologia di verifica è stata composta da nove fasi, così elencate:

  1. Valutazione automatica del mark-up;
  2. Valutazione automatica dello stile;
  3. Valutazione semi-automatica dell'accessibilità;
  4. Valutazione semi-automatica del colore;
  5. Valutazione manuale del mark-up;
  6. Valutazione manuale dell'accessibilità;
  7. Valutazione manuale con browser grafici;
  8. Valutazione manuale con tecnologie assistive;
  9. Valutazione euristica dell'interfaccia, dell'architettura dell'informazione e della trasparenza amministrativa.

I valutatori hanno cercato il più possibile di comprendere all'interno della metodologia di valutazione sia aspetti meramente tecnici sia punti di controllo più soggettivi.
L'ultima fase ha consentito di raccogliere alcune informazioni circa un livello base di usabilità e di reperibilità dell'informazione presente in tali siti.

A circa un anno dall'entrata in vigore della legge e contemporaneamente alla pubblicazione dei regolamenti attuativi, il quadro che l'indagine ha consentito di costruire consente sia di confermare alcune aspettative non positive sia di individuare alcune cause/motivazioni che hanno condotto alla situazione attuale.
I risultati ottenuti permettono di individuare alcuni fattori su cui intervenire in modo strutturale per accelerare il processo avviato dalla legge.

Rimandiamo il dettaglio dei principali risultati al documento allegato, ma approfittiamo di questo articolo per affermare che:

  • molti siti sono stati realizzati alcuni anni or sono e ancora portano le tracce del momento "storico" in cui sono venuti alla luce: per esempio si nota spesso la presenza di frame o di tecnologie web ormai "fuori moda";
  • la scelta di realizzare un sito "in casa" è diffusa e con vari gradi di distinzione: si va dal sito del tutto amatoriale donato alla collettività sino al sito più professionale realizzato da redazioni apposite;
  • gli strumenti utilizzati per la generazione delle pagine (editor e CMS) spesso non danno un contributo al soddisfacimento dei risultati di accessibilità (forse perché anch'essi obsoleti?).

Lo scenario descritto non potrà essere reso conforme senza interventi strutturali ai siti esistenti. Di certo si può prevedere che:

  • così come sono, molti dei siti web presi in considerazione non sono del tutto conformi ai requisiti determinati dalla normativa;
  • il tema della pubblicazione on line dell'informazione non potrà più essere affidato all'improvvisazione;
  • sarà necessario approntare iniziative di sensibilizzazione, di formazione e di valutazione;
  • sarà determinante divulgare approcci e tecniche, diffondere strumenti, seguire e motivare il personale non tecnico delle PA affinché le leggi sull'accessibilità non siano vissute come un freno ma come un'opportunità.

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