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Stato dell'arte della PA piemontese 2009

Presentazione del documento: "Valutazione dell'accessibilità dei siti web della PA piemontese 2009".

a cura di: Andrea Di Pizio | 4 dicembre 2009

L'analisi del 2009 prosegue le indagini già svolte nel 2005, 2006 e nel 2008 con l'obiettivo di fotografare lo stato dell'arte dell'accessibilità dei siti istituzionali. La ricerca rientra in una rosa di attività della Regione Piemonte e del LAU che si propongono l'obiettivo di costituire un "Centro di Monitoraggio sull'accessibilità del territorio piemontese" che assolva la funzione di osservatorio della qualità dei siti web della P.A., alla luce dei requisiti tecnici normativi, e sia in grado di analizzarne problematiche ed evoluzioni.

L'indagine è pubblicata anche sul sito web che raccoglie l'insieme delle attività in favore della PA piemontese commisionate al LAU: Regione Piemonte per l'accessibilità e l'usabilità [link esterno].

La ricerca ha riguardato un campione di 432 siti web della Pubblica Amministrazione piemontese, appartenenti a Comuni, Province, Regione, Università e Aziende Sanitarie Locali. I siti sono stati analizzati attraverso una metodologia ideata dal LAU che comprende valutazioni legate ai requisiti tecnici richiesti dalla normativa e valutazioni aggiuntive di tipo qualitativo. I singoli report, redatti dal personale del LAU, sono stati datati e archiviati in modo che il singolo ente possa eventualmente richiederne la visione.

L'analisi dei dati del 2009 indica la persistenza di una frattura sempre più ampia tra le amministrazioni attente al tema dell'accessibilità e quelle che ignorano il problema. Le prime migliorano i propri siti istituzionali, tentando di allinearsi a modelli di progettazione avanzata e facendo ricorso a tecnologie recenti; le seconde rimangono ancorate a prassi di sviluppo antiquate, dimostrando di non percepire l'evoluzione dei paradigmi di interazione e le rinnovate esigenze degli utenti. La constatazione che le amministrazioni del primo gruppo, quelle "virtuose", non superano il 10% del totale, indica che il progresso medio rispetto allo scorso anno è stato di debole entità: i siti che sono stati giudicati come conformi alla legge Stanca sono infatti il 9,95% (+0,81% rispetto al 2008).

I siti sono conformi alla Legge Stanca? (ovvero, tutti i requisiti tecnici sono soddisfatti)

  • Si: 9,95%
  • No: 90,05%

Conformità ai 22 requisiti tecnici della legge 4/2004

La conformità ad ogni requisito si raggiunge se il requisito risulta superato o non applicabile

  • Requisito 1 (Grammatiche formali): Superato: 18,52% - Non applicabile: 0% - Non superato: 81,48%
  • Requisito 2 (Assenza frame): Superato: 84,26% - Non applicabile: 0% - Non superato: 15,74%
  • Requisito 3 (Alternative testuali): Superato: 48,15% - Non applicabile: 0% - Non superato: 51,85%
  • Requisito 4 (Utilizzo dei colori): Superato: 43,52% - Non applicabile: 0% - Non superato: 56,48%
  • Requisito 5 (Assenza lampeggiamenti): Superato: 92,82% - Non applicabile: 0% - Non superato: 7,18%
  • Requisito 6 (Contrasto colore): Superato: 32,87% - Non applicabile: 0% - Non superato: 67,13%
  • Requisito 7 (Alternative mappe client): Superato: 1,62% - Non applicabile: 94,44% - Non superato: 3,94%
  • Requisito 8 (Alternative mappe server): Superato: 1,16% - Non applicabile: 86,57% - Non superato: 12,27%
  • Requisito 9 (Marcatori tabelle dati): Superato: 27,55% - Non applicabile: 25,93% - Non superato: 46,53%
  • Requisito 10 (Attributi tabelle complesse): Superato: 10,88% - Non applicabile: 62,27% - Non superato: 26,85%
  • Requisito 11 (Fogli di stile): Superato: 56,71% - Non applicabile: 0% - Non superato: 43,29%
  • Requisito 12 (Contenuti ridimensionabili): Superato: 48,38% - Non applicabile: 0% - Non superato: 51,62%
  • Requisito 13 (Tabelle di impaginazione): Superato: 51,62% - Non applicabile: 39,12% - Non superato: 9,26%
  • Requisito 14 (Form): Superato: 29,17% - Non applicabile: 23,15% - Non superato: 47,69%
  • Requisito 15 (Script): Superato: 69,68% - Non applicabile: 0% - Non superato: 30,42%
  • Requisito 16 (Indipendenza da dispositivi): Superato: 87,73% - Non applicabile: 0% - Non superato: 12,27%
  • Requisito 17 (Oggetti incorporati): Superato: 47,22% - Non applicabile: 11,11% - Non superato: 41,67%
  • Requisito 18 (Contenuti multimediali): Superato: 0,93% - Non applicabile: 95,83% - Non superato: 3,24%
  • Requisito 19 (Link): Superato: 28,94% - Non applicabile: 0% - Non superato: 71,06%
  • Requisito 20 (Tempi di caricamento): Superato: 98,15% - Non applicabile: 0% - Non superato: 1,85%
  • Requisito 21 (Spaziatura e dimensionio): Superato: 92,13% - Non applicabile: 0% - Non superato: 7,87%
  • Requisito 22 (Pagine alternative): Superato: 0,23% - Non applicabile: 9,72% - Non superato: 90,05%

Grafico con i risultati dell'indagine

Anche se il risultato generale non è confortante, gli indicatori raccolti evidenziano alcune aree di sostanziale miglioramento. Il primo dato notevole è l'incremento dei siti gestiti dinamicamente attraverso sistemi di Content Management: la quota del 64,12% (+7,08%) ha come effetto benefico il drastico aumento, fino al 73,38% (+16,34%), delle amministrazioni che aggiornano almeno una volta a settimana i propri contenuti. L'utilizzo dei CMS, basati in maggioranza su tecnologie e template standard, provoca inoltre un automatico miglioramento del codice html delle pagine, che nel 49,07% (+10,07%) dei casi risulta esente da errori formali.

Dati in lieve ascesa rispetto al 2008 si registrano anche nell'utilizzo dei fogli di stile esterni, che garantiscono una maggiore flessibilità, manutenibilità e portabilità delle pagine web. L' 84,95% li utilizza, anche se è necessario aggiungere che la percentuale cala al 56,71% (+0,91%) quando si va a verificare se i fogli di stile vengano utilizzati in modo organico per gestire tutta la presentazione (formattazione, spaziamento e posizionamento degli elementi). In crescita è la percentuale di siti che presenta fogli di stile dedicati a dispositivi di output diversi dal browser grafico: ad esempio i fogli di stile per la stampa vengono inseriti nel 32,87% (+5,71%) dei casi.

Dolenti note arrivano quando si va ad indagare questioni più strettamente tecniche di accessibilità pura che fanno riferimento a soluzioni avanzate in favore delle categorie di utenti svantaggiate. Anche se in crescita, meno della metà dei siti, 48,15% (+9,63%), si preoccupa di fornire alternative testuali per le immagini, con conseguente danno per gli utenti che navigano attraverso screen reader. Meno della metà, 48,38% (+4,18%), tenta di gestire il layout e i caratteri di testo con misure proporzionali ingrandibili dagli utenti. Circa un terzo, 32,87% (+6,20%), utilizza i colori in modo appropriato, ovvero attua scelte grafiche in modo che i contrasti tra i colori in primo piano e gli sfondi superino la soglia minima accettabile per gli utenti ipovedenti.

I numeri testimoniano che gli stimoli del legislatore non sono stati ancora recepiti in maniera organica. Le amministrazioni che iniziano l'opera di conversione dei propri siti, compiono sostanziali passi in avanti in termini di accessibilità. Quelle che presentano siti realizzati diversi anni fa tendono a non accrescere il livello dei servizi web e continuano a gestire il sito con un approccio di stampo amatoriale. Come nelle analisi degli anni passati, se si fossero esclusi dalle valutazioni i pochi "esempi eccellenti" la qualità media registrata risulterebbe ancora più bassa.

In chiave comparativa con le rilevazioni condotte dal 2005 al 2008 l'azione di rinnovamento dei siti web degli enti locali è cresciuta in termini percentuali ma non è stata così significativa da poter dichiarare vicino l'obiettivo dell'accessibilità. Il problema centrale sembra essere di tipo strutturale: persiste uno zoccolo duro di amministrazioni che fatica a sganciarsi da una concezione primordiale del mezzo informatico e che non consente ancora di sfruttare le potenzialità del web. I linguaggi standard e le tecniche consolidate per rendere le informazioni fruibili da parte delle categorie svantaggiate sembrano assorbite solo da una parte minoritaria di siti istituzionali.

Nella misura in cui le prassi di realizzazione fuori dagli standard sembrano ineliminabili per una fetta consistente di siti, la legge Stanca sembra avvicinarsi alla soglia di esaurimento della sua spinta innovatrice. Si ha l'impressione che le tecniche di accessibilità, pur dibattute e diffuse con ogni mezzo in questi cinque anni, siano state realmente prese in considerazione da una parte minoritaria: chi ha intrapreso la strada ha ottenuto notevoli miglioramenti; chi non si è dimostrato recettivo nel 2004 non lo è neanche ora.

Le attività di divulgazione e diffusione [link esterno] della filosofia dell'accessibilità del web che sono già in atto in Piemonte da diversi anni hanno dato dei risultati tangibili e continueranno con rinnovato vigore anche negli anni a venire. Ma senza azioni decisive da parte dell'amministrazione centrale il cammino dell'accessibilità appare ancora lungo.

Per innalzare definitivamente la qualità dei servizi web pubblici appaiono necessari interventi strutturali. Bisogna dare nuova linfa al rapporto con chi gestisce e sviluppa i siti istituzionali. E forse giunto il momento di riprendere in mano i requisiti legislativi che facevano riferimento a un momento storico passato (anche le WCAG sono già giunte alla seconda versione) e che finora non hanno raggiunto tutti gli obiettivi auspicati dal legislatore. I numeri di questi anni e l'esperienza del LAU a contatto con le PA piemontesi dicono che buona parte degli sviluppatori fa fatica a leggere, interpretare i requisiti e a capire attraverso la loro applicazione le potenzialità intrinseche delle pagine web.

Si auspica quindi un intervento dall'alto: gli enunciati dei requisiti dovrebbero comunicare anche a persone che, in alcuni casi, non sono esperte di accessibilità o di tecniche di sviluppo. I requisiti attuali hanno ottenuto effetti parziali quasi esclusivamente su siti medio/grandi e non su chi ha meno disponibilità di mezzi e risorse umane. Considerando inoltre che più del 90% dei siti pubblici piemontesi ignora o non ha applicato la legge e che circa l'80% non sorpassa il primo requisito, viene da pensare che i requisiti in prospettiva dovrebbero essere anche:

  • espliciti: ovvero scritti con enunciati semplici, richieste chiare e direttamente verificabili
  • mirati a obiettivi concreti di accessibilità reale e motivati: ogni requisito che contiene delle tecniche di sviluppo dovrebbe spiegare quali benefici pratici queste tecniche apportano, se sono vantaggi per tutti o per quali categorie di utenti o per quali condizioni tecnologiche

Crediamo in sostanza che requisiti tecnici alla portata di tutti gli sviluppatori della nostra PA dovrebbero avere le stesse qualità dei siti che vorremmo vedere on-line: semplici, chiari, fruibili e comprensibili per tutti.

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