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2 commenti sul convegno

Alcuni professionisti del web che hanno assistito al convegno ci hanno inviato i loro commenti sulla giornata.

a cura di: LAU | 6 febbraio 2008

Migliorare il web significa migliorare la nostra vita

Giornata animata da interventi di qualità quella del convegno "Il web per tutti".
Ciò che più colpisce è probabilmente la varietà delle esperienze presentate. e di conseguenza delle azioni avviate dalle diverse amministrazioni locali.
L'obiettivo è noto: migrare il web di "servizio" italiano verso una versione che potremmo chiamare 1.1, ovvero un web accessibile a tutti gli utenti, come prescrive la Legge Stanca. Il che significa che, mentre si agitano nelle maglie della rete le spinte a dichiarare tutto il web 2.0 o 3.0 (il misconosciuto web semantico, che pure è stato presente al convegno), lo sforzo che viene richiesto dalla legge italiana alla PA è di far sì che almeno il primo web, e a seguire tutte le sue declinazioni, diventi uno strumento di servizio democratico, aperto a tutti, inclusivo, e non esclusivo di una ristretta minoranza.

Il pregio degli interventi proposti al convegno è stato proprio quello di partire dai fatti: cosa si sta facendo? Molte cose diverse, a quanto pare. Dal LAU viene un prototipo di sito web per piccoli comuni, che possa aiutare a ridurre i costi e a migliorare la diffusione delle “buone norme”; dal Sistema Informativo Regionale dell’Emilia Romagna viene lo studio di un CMS accessibile; dalla Provincia di Trento un’esperienza di web governance, per dare vita a diverse redazioni decentrate, competenti e coerenti; dalla Sardegna un portale dedicato all’accessibilità che coordina attività e competenze pubblico/private della regione.

Le problematiche che si agitano al di sotto delle esigenze dell’accessibilità, sollevate dalla legge Stanca, sono talmente varie che ci sembra di poter individuare almeno 4 sistemi/Paese che stanno coabitando:

  • un Paese in cui prima ancora che dell'accessibilità dei disabili, occorre occuparsi dell'accessibilità collettiva, minata dalla mancanza di standard comuni. E qui l'opinione sembra condivisa dai relatori: la legge, per quanto migliorabile, ha se non altro sollevato tematiche ed esigenze di una migliore ecologia del web;
  • un Paese in cui vanno risolti innanzitutto i problemi amministrativi ed economici: i costi dell’accessibilità sono un problema, ma lo sono anche le competenze necessarie. E tutto ciò viene messo bene in luce dall'interesse suscitato dall'intervento di Nicola Prantil (Provincia di Trento), laddove parlare di web governance nel pubblico sembra avveniristico, mentre nel privato è pane quotidiano;
  • un Paese in cui il futuro di Internet si declina nella sua capacità di diventare strumento, canale di servizi, in una logica che sembra lontana anni luce dalle prospettive che media e investitori stanno inseguendo, ovvero quelle di un web che cresce e diventa multicanale perchè cresce il mercato dei videogiochi, dell’intrattenimento, della musica condivisa, della pubblicità. In questo Paese, in cui i maggiori risultati in termini di investimenti web li hanno dati i siti delle banche, sembra che qualcuno stia iniziando a capire che un web come l’ennesimo medium broadcast, attraverso cui distribuire contenuti standardizzati, massivamente, è sorpassato, ed è molto più interessante il web per quel che veramente può fare per la nostra vita: accorciare le file, risparmiare tempo e denaro, ottenere un finanziamento senza percorrere 150 km... e addirittura includere in tutte queste attività quanti ne sono esclusi nel mondo reale, dai disabili agli anziani, agli stranieri;
  • infine un Paese reale, in cui ai disabili, almeno a quel esiguo gruppo incontrato da Maurizio Boscarol, non interessa molto delle etichette dei moduli nè della ridimensionabilità del testo all’infinito, men che mai dei salti interni alle schermate. Il che lascia tutti un po’ perplessi: sulla lettera della legge, sulle effettive competenze che tutti noi stiamo accumulando sull'accessibilità interrogando mai o pochissimo i diretti interessati, e sugli obiettivi finali per cui hanno ragione d’essere i nostri sforzi.

Marina Ricciardi - Esperta di usabilità e design dell'interazione (sdg consulting spa)

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Superare i preconcetti

La soddisfazione generata dalla partecipazione al convegno farebbe presagire una replica.
Interessante la presenza di tanti neofiti attenti alle argomentazioni discusse dai relatori in tema di accessibilità.
Ottima l'atmosfera creata. Grazie alla presenza di relatori non solo interessanti per la preparazione tecnica ma anche divertenti si è assistito ad un ascolto attento e partecipativo dimostrato anche dai commenti bisbigliati in platea durante gli interventi.

Tre punti su cui meditare:

  • Nonostante il cospicuo numero di presenze risulta ancora lontano l'obiettivo verso il cambiamento diffuso dei siti web della Pubblica Amministrazione in linea con i dettami dell'accessibilità.
  • Ciò che spesso viene valutato come un assioma indiscusso sull'accessibilità non trova perfetta aderenza con le esigenze pratiche di chi, in presenza di limitazioni fisiche e/o cognitive, naviga il web.
  • La condivisione di una piena cultura sull'accessibilità risulta ancora ostacolata dal pensiero predominante per cui realizzare un sito web accessibile riguardi solo le persone disabili.

L'esito dell'intera giornata si è notevolmente percepito anche a fine convegno quando durante l'ultima fase del dibattito si è letto sui volti, un pò stanchi, di tutti i relatori un piacevole sorriso soddisfatto.

Cristina Bica e Riccardo Franco - Progettisti web (CSI-Piemonte)

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