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Progettare in modo accessibile significa anche presentare informazioni che non dipendono da elementi grafici e trovare il modo migliore di predisporre alternative testuali equivalenti ed esaustive.
a cura di: Andrea Di Pizio e Fabio Regina | 28 maggio 2007
alt"Una delle caratteristiche che deve avere un sito accessibile è contenere dei validi testi alternativi per gli elementi non testuali.
L'importanza dei testi alternativi è sottolineata anche dal punto di controllo 1.1 delle WCAG 1.0 [link esterno]:
Fornite un equivalente testuale per ciascun elemento non testuale (ad es. per mezzo di "alt", "longdesc" o nel contenuto di un elemento). Ciò include: immagini, rappresentazioni grafiche di testi (comprendenti simboli), regioni di mappe immagine, animazioni (ad es. GIF animate), applet ed oggetti di programmazione, arte ASCII, frame, script, immagini usate come pallini in un elenco, spaziatori, pulsanti grafici, suoni (eseguiti con o senza l'interazione dell'utente), file audio indipendenti, tracce audio di video, e video.
e dal requisito n° 3 della Legge Stanca [link esterno]:
Fornire una alternativa testuale equivalente per ogni oggetto non di testo presente in una pagina e garantire che quando il contenuto non testuale di un oggetto cambia dinamicamente vengano aggiornati anche i relativi contenuti equivalenti predisposti. L'alternativa testuale equivalente di un oggetto non testuale deve essere commisurata alla funzione esercitata dall'oggetto originale nello specifico contesto.
Bisogna fare però attenzione: la validità dei testi alternativi non si misura in base alla correttezza del codice; l'errore più eclatante sarebbe quello di pensare ai testi alternativi solo in termini di validazione della pagina. Per raggiungere tale obiettivo con un'immagine, ad esempio, è sufficiente dare un valore qualsiasi all'attributo "alt", come nell'esempio seguente:
Infatti, i validatori possono controllare la correttezza formale del codice ma non sono capaci di una valutazione qualitativa dell'adeguatezza e della comprensibilità del testo in esso contenuto.
L'Appendice A delle WCAG 1.0 [link esterno] è particolarmente significativa a questo proposito:
Verificate l'accessibilità per mezzo di strumenti automatici e della revisione umana. I metodi automatici sono in genere rapidi e convenienti ma non possono identificare tutti i problemi di accessibilità. La revisione umana può aiutare a garantire la chiarezza del linguaggio e la semplicità della navigazione.
Il compito che deve svolgere il testo alternativo è quello di fornire la stessa funzione dell'immagine per chi non può vederla. Non fornire un'alternativa testuale adeguata significa, infatti, che i relativi contenuti non testuali resteranno completamente inaccessibili per gli utenti che non possono fruirne attraverso il canale sensoriale a cui quei contenuti si rivolgono (la vista o l'udito).
Gli screen reader, ad esempio, non sono in grado di comprendere il contenuto di un'immagine, ma semplicemente leggono e pronunciano il testo alternativo a loro assegnato. Pertanto, la comprensione di una pagina web contenente immagini sarà tanto maggiore quanto più sono validi i testi alternativi eventualmente presenti.
Un caso a parte è rappresentato dalle cosiddette immagini decorative, ovvero, quelle immagini che non svolgono una funzione essenziale per la comprensione della pagina (fanno da bordo ai contenuti, ad esempio, i pallini segnaposto, le immagini spaziatrici, le immagini decoratrici, etc.). Una soluzione adottata dagli sviluppatori, per questo tipo di immagini, è quella di assegnare un testo alternativo nullo, ovvero, espresso dall'attributo alt=""; in questo modo la maggior parte degli screen reader ignorerà completamente l'immagine e non ne annuncerà nemmeno la presenza. Sebbene tale scelta risulta più efficace rispetto a quella di dover "sciogliere" il contenuto di ogni immagine decorativa con descrizioni del tipo alt="immagine spaziatrice" (si pensi quanto possa risultare noioso e ripetitivo per un utente che utilizza uno screen reader ascoltare la medesima descrizione per ogni immagine decorativa presente nella pagina) è consigliabile non appesantire ulteriormente il codice con l'utilizzo di immagini spaziatrici o decoratrici, poiché, grazie ai CSS2 è possibile (con pochi e semplici passaggi) ottenere gli stessi effetti grafici.
La scelta di omettere il testo alternativo per questo tipo di immagini è comunque sbagliata; infatti, di fronte ad una situazione del genere la maggior parte degli screen reader leggerà il nome del file contenente l'immagine (per esempio, 'sito/immagini/mare.jpg') e pronuncerà all'utente: "Immagine, sito slash immagini slash mare spacer dot jpg".
Esiste anche il caso di immagini che mostrano testi scritti in linguaggi simbolici specializzati, come formule matematiche. In questo caso, le WCAG 1.0 suggeriscono (punto di controllo 3.1 [link esterno]) di utilizzare gli appositi linguaggi di marcatura prodotti dal W3C, laddove consentano di riportare correttamente le formule. Laddove non sia possibile è consigliabile utilizzare il testo alternativo per avvertire l'utente che non è possibile rendere quel contenuto in altro modo che attraverso un'immagine.
Infine, è buona norma utilizzare testi alternativi per quanto possibile brevi e concisi. Infatti, fruire dei contenuti di una pagina web attraverso l'ausilio di screen reader è un'operazione più lenta rispetto a quella relativa all'utilizzo di un browser grafico. Pertanto, si sconsiglia di utilizzare testi alternativi ridondanti ed inefficaci.
Come detto nel paragrafo precedente, l'attributo "alt" svolge una funzione fondamentale (se utilizzato correttamente) in quanto si pone l'obiettivo di rendere accessibili quei contenuti non testuali che non possono essere fruiti attraverso il canale sensoriale (la vista o l'udito).
Ma, come specificato dal requisito n° 3 della Legge Stanca, l'adeguatezza di un testo alternativo deve essere commisurata anche in base alla funzione esercitata dall'oggetto nello specifico contesto. Per comprendere meglio tale punto facciamo un esempio:
Di seguito viene mostrata un'immagine di "corredo" utilizzata nell'ambito di una critica ad un'importante opera d'arte:

L'abbiamo definita immagine di "corredo" perché è stata estrapolata da un contesto testuale all'interno del quale essa viene descritta. In questo caso, nel testo alternativo non occorrerà specificare le caratteristiche della foto in quanto già presenti nel testo. Per cui, ad esempio, potremmo valorizzare l'attributo "alt" nel modo seguente:
alt="Dipinto della Gioconda"
Consideriamo un altro esempio: un'immagine che raffigura un grafico relativo ai risultati delle elezioni amministrative di un comune:

Anche in questo caso l'adeguatezza del testo alternativo è commisurata in relazione al contesto specifico in cui l'immagine è inserita. Pertanto, se l'immagine è corredata da un testo che spiega dettagliatamente l'esito delle elezioni, potremo limitarci, ad esempio, a qualificare il testo alternativo nel modo seguente:
<img src="grafico.gif" alt="Illustrazione raffigurante il grafico relativo ai risultati delle elezioni" />
Invece, nel caso in cui l'immagine fosse inserita in un contesto in cui non si spieghi minuziosamente il suo significato, possiamo associarle l'attributo "longdesc". L'attributo "longdesc" (consigliato dalle WCAG 1.0) può essere utilizzato nei casi in cui la spiegazione dell'immagine sia particolarmente lunga; in buona sostanza, non fa altro che espandere la descrizione sintetica - fornita tramite l'attributo "alt" - e specificare - tramite l'attributo "longdesc" - un file con una spiegazione estesa dell'immagine. Ecco la formula applicata al grafico:
<img src="grafico.gif" alt="Illustrazione raffigurante il grafico relativo ai risultati delle elezioni" longdesc="descrizione.html" />
Tuttavia, a nostro parere, l'utilizzo dell'attributo "longdesc" pone un limite. Infatti, l'apertura di una nuova pagina può rappresentare per l'utente un passaggio in più non desiderato. Pertanto, sebbene l'utilizzo dell'attributo "longdesc" non è errato, consigliamo, ove possibile, di integrare e affidare la descrizione al contesto in cui l'immagine è inserita.
title"A differenza dell'attributo "alt" (utilizzato per gli elementi non testuali), l'attributo "title" (utilizzato per i collegamenti ipertestuali) non è obbligatorio.
Il requisito n° 19 della Legge Stanca [link esterno] afferma:
Rendere chiara la destinazione di ciascun collegamento ipertestuale (link) con testi significativi anche se letti indipendentemente dal proprio contesto oppure associare ai collegamenti testi alternativi che possiedano analoghe caratteristiche esplicative [...]
In buona sostanza, il requisito consiglia di utilizzare l'attributo "title" solo nei casi in cui il link non è abbastanza esplicativo da non essere comprensibile anche se letto fuori contesto.
Pertanto, non ha senso riportare come valore dell'attributo "title" il medesimo testo riportato nel link visto e considerato che sarebbe ridondante e non fornirebbe nessuna informazione aggiuntiva.
Riassumiamo sinteticamente i casi in cui l'utilizzo dell'atrributo "title" è consigliato:
In quest'ultimo caso, ad esempio, risulta utile avvisare gli utenti della possibilità che il link
Tali avvertimenti sono indispensabile all'orientamento di chi non vede, in quanto, gli screen reader danno voce all'informazione presente nel "title".
Dire che tutte le parti non testuali di un sito devono prevedere un equivalente testuale è come dire che il sito deve funzionare anche senza immagini. I siti della PA devono poter essere fruiti anche da chi non vede, anche da chi non utilizza browser grafici. È necessario perciò che tutte le informazioni, nessuna esclusa, siano predisposte in forma testuale.
Il che non vuol dire affidarsi esclusivamente all'attributo "alt". Non è un caso che il requisito tecnico n.3 della legge Stanca, a differenza del punto di conrollo 1.1 delle WCAG, non parli esplicitamente di questo attributo. Infatti, predisporre un'alternativa equivalente per le immagini significa più spesso aggiungere paragrafi di testo che spieghino ciò che le immagini rappresentano visivamente.
D'altra parte per le immagini "decorative" l'attributo "alt" è fin troppo. E per le immagini che raffigurano percorsi, itinerari e grafici (che veicolano informazioni complesse) potrebbe non essere sufficiente. Queste immagini, quando presenti, dovranno necessariamente essere accompagnate da paragrafi di testo esplicativi, contenenti le stesse informazioni in forma esaustiva.
In definitiva, se il sito è ben progettato, non ci si dovrà preoccupare molto dell'attributo "alt": esso dovrà essere si sempre presente (pena la non validazione formale delle pagine con i validatori automatici), ma conterrà in ogni caso una breve e indicativa spiegazione, sia che si tratti di immagini "decorative" che di immagini "informative".
Si deve porre attenzione al testo che sta intorno, prima e dopo le immagini: è lì che va comunicata l'informazione, è li che si combatte la battaglia dell'accessibilità reale.
Testi alternativi [link esterno]
da "Siti ad elevata Accessibilità" su diodati.org
Uso dei testi ALT all'interno di IMG [link esterno]
traduzione italiana su diodati.org
Alt text is an alternative, not a tooltip [link esterno]
su 456bereastreet.com
The alt and title attributes [link esterno]
su 456bereastreet.com
Appropriate Use of Alternative Text [link esterno]
su webaim.org
Writing effective ALT text for images [link esterno]
su webcredible.co.uk
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