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Che cosa fanno gli "usabilisti"?

Includere le necessità degli utenti nel processo di ideazione di servizi e prodotti è la professione degli esperti di fattori umani, detti in gergo "usabilisti".

a cura di: Giaele Roccia | 28 settembre 2005


A partire dagli oggetti di uso comune, come un semplice paio di forbici, fino ad arrivare, in una scala crescente di complessità, alle modalità di organizzazione di un ambiente di lavoro, gli individui interagiscono con "interfacce".

Paradossalmente, l'esperienza comune rende evidente come il lavoro progettuale di ideazione e sviluppo delle interfacce spesso tenga poco conto delle caratteristiche di chi le utilizzerà: mettere le catene all'auto, compilare il 730, montare la tenda, programmare il videoregistratore, scrivere con Word.
Tutte attività che svolgiamo spesso ma che, ciononostante, continuano a occupare una parte eccessiva delle nostre energie, lasciandoci spesso una sensazione di carenza di controllo e necessità di aiuto. E che per questo tendiamo, quando possibile, a rimandare o delegare.

Sebastiano Bagnara afferma che i progettisti non sono gli utenti e che

prodotti e servizi sono progettati troppo spesso in relazione a bisogni e competenze dei progettisti e quasi sempre l'utente immaginato è distante dal reale. Occorre accettare che i progettisti:

  • non sanno le stesse cose degli utenti
  • non vedono le cose nello stesso modo
  • non cercano le stesse cose
  • non operano nello stesso modo."

È dunque importante che nel flusso di produzione, dalla raccolta dei requisiti fino al monitoraggio dei servizi, si crei una finestra di osservazione sulle necessità degli utenti, che devono essere coinvolti nella progettazione e nella valutazione dei servizi.
Un approccio ergonomico consiste infatti nel comprendere tali bisogni ("come pensano, come si comportano gli utenti?") per poterli incorporare nei diversi aspetti del processo di creazione di artefatti e sistemi.
Questo perchè le scelte progettuali non siano determinate esclusivamente da considerazioni di tipo tecnologico o legate a logiche di business, ma includano anche un aspetto tanto decisivo per la qualità finale come quello dell'uso che ne faranno gli utilizzatori finali.

Includere le necessità degli utenti nel processo di ideazione di servizi e prodotti è la professione degli esperti di fattori umani, detti in gergo "usabilisti".
Una professione edificante nelle motivazioni, ricca perchè varia e spesso nuova, aperta - in una tensione osmotica - verso le altre discipline, difficile, perché costretta più di altre a essere fedele alla propria ragione d'essere.
Una professione che può rappresentare un'esperienza realmente entusiasmante.

La possibilità di lavorare per le persone, per il loro benessere, perché possano esprimere le proprie potenzialità e - perché no - migliorare grazie alla cura con cui è realizzato ciò con cui interagiscono, è un'idea forte, un aiuto ideale importante che sprona a voler fare sempre più e sempre meglio.

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