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Migliorare il web per favorire il rapporto con i cittadini: documento W3C

Il primo documento di un nuovo gruppo di lavoro pone le basi per la definizione di nuovi standard nei siti web pubblici

a cura di: Filippo Pusset | 7 aprile 2009


1. Introduzione

In data 10/03/2009è stata pubblicata dal W3C la prima versione Working Draft del documento "Improving Access to Government through Better Use of the Web" ("Migliorare l'Accesso al Governo tramite un Miglior Utilizzo del Web"). Questo documento è stato realizzato dall'Egovernment Interest Group del W3C, un gruppo di lavoro incentrato esplicitamente sullo studio delle modalità con cui gli enti governativi possono utilizzare il web (con tutte le particolarità e i vincoli derivati dal loro ruolo) interagendo con diversi soggetti: oltre ai cittadini, altri enti governativi e dipartimenti diversi dello stesso ente. In questo articolo, spiegheremo da quali necessità ha origine questo documento, quali differenze ci sono tra di esso ed altri documenti W3C come le linee guida WCAG e cercheremo di definire in che modo gli enti governativi attivi sul web potranno trarne beneficio.

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2. Il gruppo di lavoro "eGovernment Interest Group"

L'eGovernment Interest Group (abbreviato in eGov IG) è stato formato il 2 giugno 2008. Il suo obiettivo è di fornire indicazioni su come, tramite un utilizzo consapevole del web e degli standard W3C, sia possibile migliorare le modalità di accesso all'operato di enti pubblici di qualsiasi livello (locale, nazionale, internazionale) aumentando così la trasparenza governativa.
I membri del gruppo hanno esaminato le opportunità e le sfide che gli enti pubblici si trovano a fronteggiare quando sfruttano il web come canale di comunicazione, definendo alcune aree di particolare interesse nel rapporto tra web e pubbliche amministrazioni Esempi di tali aree di interesse sono, ad esempio, la partecipazione dei cittadini all'attività governativa e l'integrazione dei dati raccolti da diversi enti pubblici in nuovi servizi. Dal momento della sua fondazione, il gruppo ha raccolto informazioni sulle best practices e sui problemi più comuni legati a ciascuna area di interesse. I partecipanti hanno prodotto diverse note e documenti, confluiti infine nella bozza pubblicata il 10 marzo.

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3. Il contenuto del documento

Va anzitutto specificato che il documento prodotto dal gruppo di lavoro è una prima versione Working Draft , che dovrà deve essere sottoposta a numerose revisioni prima di raggiungere lo stato finale: il processo terminerà il 26 aprile 2009, data in cui sarà redatto un documento definitivo.
Lo scopo finale del gruppo EGov IG è quello di assistere gli enti governativi nell'attuazione dell'eGovernment, aggregando le best practices e creando, a partire da esse, standard riconosciuti.

Il documento Improving Access to Government through Better Use of the Web, tuttavia, pur fornendo alcuni consigli pratici tenta soprattutto di definire, più che di risolvere, i problemi che i governi affrontano nell'attuare politiche di eGovernment. Non si tratta quindi ancora di un documento puntuale come le linee guida WCAG o WAI-ARIA: esso è però indicativo dell'interesse del W3C per le tematiche del rapporto tra web e Pubblica Amministrazione ; può essere considerato una roadmap per definire il modo in cui il gruppo di lavoro EGov IG opererà in futuro, oltre che un modo per riflettere sulle sfide che aspettano una Pubblica Amministrazione che voglia tenere il passo del Web.

Una breve introduzione è dedicata proprio a tratteggiare il Web con cui chi è presente online oggi si trova a confrontarsi: una rete ormai totalmente globale , in cui i dati sono combinati tra loro e sono fruiti tramite una molteplicità di strumenti, fissi e mobili . Gli utenti, inoltre, possono avere disabilità di vario tipo; le informazioni devono quindi essere rese universalmente accessibili. Tre sono le modalità principali con cui una Pubblica Amministrazione può utilizzare il Web:

  • per fornire informazioni e servizi a cittadini, aziende ed altri enti governativi;
  • per coinvolgere i cittadini tramite l'uso di social media (sia con quelli creati specificamente dai governi che mantenendo una presenza in quelli già esistenti);
  • per consentire a chi lo desidera di manipolare e riutilizzare le informazioni in possesso dei governi.

La parte più corposa del documento dell'eGov IG è dedicata ad elencare i temi più urgenti con cui un ente governativo concretamente presente sul web si trova ad avere a che fare, contestualizzando ciascuno di essi ed elencando le opportunità e le sfide che porta con sé. Di seguito un riassunto di ciascun tema.

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4. Participation and Engagement (Partecipazione e Coinvolgimento)

Di cosa si tratta?

Le relazioni personali avvengono sempre più di frequente sul web, grazie anche al peso crescente dei siti di social networking : tramite i molteplici canali offerti dal web, i singoli individui formano comunità e gruppi di interesse, anche con finalità sociali e politiche.
In questi luoghi di ritrovo virtuale, si avverte spesso l'assenza di voci autorevoli riconducibili alla pubblica amministrazione, che possano chiarire la posizione degli enti su determinati argomenti di discussione ma anche apportare attivamente contributi qualificati, diffondendo ad esempio la notizia di servizi e decisioni prese dagli enti stessi.
Inoltre, gli enti governativi non contemplano quasi mai il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle loro scelte decisionali, quando alcuni casi (si veda l'iniziativa Power of Information Taskforce nel Regno Unito) dimostrano che fornire ai cittadini la possibilità di seguire e commentare il processo decisionale degli enti pubblici può condurre a risultati inaspettati e positivi.

Come può essere realizzato?

In generale, il gruppo eGov IG riconosce la necessità per gli enti pubblici di darsi delle regole chiare nel rapporto tra siti di social networking, per consentire di interagire meglio con essi, allo stesso tempo constatando che è necessario che tali siti si aprano ad un maggiore utilizzo degli standard web e dell'interoperabilità dei dati.
La relativa novità di iniziative volte a favorire il coinvolgimento diretto dei cittadini rende difficile individuare pattern che portano al successo delle iniziative, di conseguenza esaminare nel dettaglio i singoli casi di successo diviene importante.
Futuri lavori del gruppo eGov IG sono orientati a raccogliere esempi autorevoli di enti che hanno trovato delle soluzioni a questi problemi, tentando di "istituzionalizzarle" in linee guida più precise.

Quali sono i problemi che ne impediscono la realizzazione?

Tra i problemi più frequenti che si riscontrano in questo campo, anzitutto il rapporto tra enti e siti pubblici e siti di social networking ; questi ultimi sono guidati da logiche di mercato ed è necessario prendere in considerazione i loro termini di utilizzo con grande attenzione.
Singoli individui inoltre possono partecipare alle interazioni online tramite social networking sia a titolo personale che come rappresentanti di una istituzione, quindi è necessario distinguere le due figure e fare in modo che non ci siano sovrapposizioni.
Un problema relativo al coinvolgimento degli utenti nel processo decisionale è invece la mancanza di metriche per quantificarne e prevederne i risultati, a fronte del notevole investimento che i necessari processi di riorganizzazione interna porterebbero con sé.

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5. Open Government Data (Dati governativi "aperti")

Di cosa si tratta?

Il successivo punto di interesse riguarda le modalità con cui gli enti governativi condividono e rendono pubbliche, tramite web, le informazioni (legali, demografiche, bibliografiche, ecc.) che ottengono nel corso del loro operato.
Questi dati, dalla scoperta della scrittura in poi, sono spesso stati pubblicati in una molteplicità di formati. Oggi tali informazioni sono spesso rese disponibili via web, ma anche quando lo sono sovente sono veicolate tramite formati proprietari che ne rendono impossibile la visualizzazione da parte di numerosi utenti.
Inoltre, anche alcuni formati liberi non favoriscono il riutilizzo automatico e la combinazione dei dati da parte di applicazioni automatiche, come i mashup. Lo stesso (X)HTML, ideato come linguaggio per formattare i dati in modo che fossero leggibili agli umani, ha limitazioni di questo tipo (ad esempio la formattazione richiesta per presentare le tabelle di dati limita l'accesso ai dati contenuti in esse da parte di agenti automatizzati).

Come può essere realizzato?

Utilizzando specifici formati standard come l'XML (che contengono metadati riconoscibili dalle macchine) per trasmettere ciascun tipo di informazione è possibile ottenere dati Governativi "aperti" (Open Govenment Data, o OGD): dati insomma già ottimizzati per il riutilizzo e la condivisione.
Rendere i propri dati OGD consente di ottenere maggiore inclusione (essendo accessibili da più software diversi) e trasparenza (garantendo a chiunque voglia un accesso più diretto ai dati e consentendo di controllarne meglio determinati aspetti), oltre a rendere più semplice la ricerca dei dati su web.
Il documento W3C consiglia l'utilizzo di RSS/ATOM per fornire feed sui dati pubblicati, e suggerisce anche alcuni standard W3C per la conversione di dati XHTML in RDF (ad esempio, RDFA in XHTML). Ciò consentirebbe a strumenti automatici di operare sui dati in maniera molto più immediata rispetto, ad esempio, alla semplice pubblicazione di file PDF (che potrebbe comunque continuare ad essere fornita).

Quali sono i problemi che ne impediscono la realizzazione?

I problemi relativi alla conversione dei dati in OGD riguardano soprattutto il modo in cui i dati possono essere utilizzati da terzi. Rendendo disponibili i dati esclusivamente dal proprio sito, l'ente governativo ne certifica la provenienza ed assicura che essi non siano stati modificati, cosa che potrebbe non valere per altri soggetti che li riutilizzano.

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6. Interoperability (Interoperabilità)

Di cosa si tratta?

L'interoperabilità riguarda la capacità di due o più organizzazioni pubbliche di scambiare tra loro dei dati necessari per fornire un servizio. Molti servizi pubblici richiedono alcune informazioni (documentate) per potere essere attivati; attualmente, se un cittadino necessita di un servizio è spesso lui a dovere fornire la documentazione del caso (in genere trasferendo fisicamente da un ufficio all'altro documenti cartacei).
Realizzando l'interoperabilità, lo scambio di dati avverrebbe in maniera diretta, telematicamente, tra organizzazioni pubbliche. Questo porterebbe numerosi benefici: anzitutto il processo sarebbe molto più rapido e semplice da realizzare, inoltre ciò consentirebbe di fornire online molti più servizi online, attualmente non disponibili a causa della necessità di trattare documenti cartacei; tali servizi potrebbero molto più facilmente essere attivati da computer ma anche da dispositivi mobili.

Come può essere realizzato?

Per raggiungere l'interoperabilità è necessario uno sforzo congunto di tutte le organizzazioni interessate, perché è necessario definire standard comuni tra di esse. E' necessario cioè realizzare un Government Interoperability Framework (GIF), una struttura che definisce anzitutto i principi tecnici (come i formati da utilizzare per lo scambio di dati, per i quali il consiglio del documento eGov IG è di utilizzare formati open standard).
Inoltre vanno definiti anche i principi legali, organizzazionali e semantici dell'interoperabilità. Un esempio di GIF suggerito è l'European Interoperability Framework (EIF).

Quali sono i problemi che ne impediscono la realizzazione?

La prima difficoltà da superare per raggiungere degli standard di trasmissione dati condivisi è anzitutto semantica, ossia risiede nella definizione esatta di quali siano e cosa vogliano dire i dati da trasferire. Questo diventa più difficile più soggetti sono coinvolti nel processo: ad esempio in campo internazionale, il corpo di leggi di ciascuno Stato prevede definizioni molto precise su cosa è una persona fisica, un domicilio o una residenza e così via, e tali definizioni possono differire grandemente tra loro, influenzando molto il tipo di dati trattato da ogni ente pubblico.
Chiaramente, anche quelli della privacy e della sicurezza sono problemi da tenere in considerazione nel momento in cui si trasferiscono dati sensibili e che possono richiedere il consenso dell'interessato per essere divulgati.

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7. Identification and Authentication (identificazione e autenticazione)

Di cosa si tratta?

Quando un cittadino e un ente governativo interagiscono per richiedere servizi, pagamenti e quant'altro, entrambi hanno la necessità di identificarsi certificando la loro identità.
Tale certificazione in passato era garantita da documenti cartacei abbinati, spesso abbinata ad una presenza fisica che il web non è in grado di garantire, il che porta i soggetti coinvolti a ritenere meno sicuro questo tipo di identificazione. Procedimenti come la votazione invece presentano esigenze di privacy; identificare con grande certezza ciascuna persona per evitare voti duplicati, ma contemporaneamente rendere impossibile per chiunque associare ogni persona all'esito della sua votazione.

D'altro canto i vantaggi di effettuare online queste stesse transazioni, nel momento in cui la sicurezza è garantita, sono evidenti a tutti. L'identificazione ed autenticazione online consentirebbe l'accesso a servizi "ad personam" e sarebbe utile per certificare la propria identità in modo più forte per il commercio elettronico, in particolare nei siti di aste online. Inoltre consentirebbe di fare più facilmente discussioni pubbliche via web, nel momento in cui cessa l'anonimato dietro a cui commenti ed interventi offensivi e che violano la legge possono celarsi.

Come può essere realizzato?

Le tecnologie di autenticazione utilizzano la combinazione di una serie di metodi identificativi: alcuni di essi sono "cosa sai" (password), "dove sei" (IP), "cosa sei" (captcha per distinguere macchine e umani), "chi conosci" (reti sociali), eccetera. Il gruppo di lavoro eGov IG si ripromette di fornire un elenco di casi d'uso tratti da esempi in cui il web è utilizzato per l'identificazione di cittadini da parte di pubbliche amministrazioni. Parallelamente il W3C sta realizzando ed ha realizzato degli standard per la rappresentazione dell'identità, come l'identificativo unico URI/URLs per l'identificazione univoca delle risorse in rete, gli XML Schemas ed una serie di standard per i form.

Quali sono i problemi che ne impediscono la realizzazione?

La prima difficoltà da superare per raggiungere degli standard di trasmissione dati condivisi è anzitutto semantica, ossia risiede nella definizione esatta di quali siano e cosa vogliano dire i dati da trasferire. Questo diventa più difficile più soggetti sono coinvolti nel processo: ad esempio in campo internazionale, il corpo di leggi di ciascuno Stato prevede definizioni molto precise su cosa è una persona fisica, un domicilio o una residenza e così via, e tali definizioni possono differire grandemente tra loro, influenzando molto il tipo di dati trattato da ogni ente pubblico.
Chiaramente, anche quelli della privacy e della sicurezza sono problemi da tenere in considerazione nel momento in cui si trasferiscono dati sensibili e che possono richiedere il consenso dell'interessato per essere divulgati.

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8. Altri temi trattati nel documento

Due importanti temi di interesse sono state trattati dal guppo eGov IG ma le conclusioni tratte da esse non sono ancora state inserite nella prima versione working draft del documento (mentre lo saranno in future revisioni): quelle relative al Multi-channel delivery (come fornire servizi attraverso più dispositivi, come mobiles eccetera) e al Long term data management (come conservare i dati resi pubblici nel tempo, laddove è chiaro che dati digitali sono più facilmente trasferibili di quelli cartacei, ma questi ultimi sono molto più facilmente conservabili).

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9. Conclusioni

Il documento "Improving Access to Government through Better Use of the Web" è soprattutto un documento programmatico per definire un lavoro di standardizzazione ancora da realizzare.
Tuttavia esso ci rende consapevoli del lavoro svolto dal gruppo di lavoro eGovIG e dell'interesse del W3C alle tematiche del rapporto tra Web e pubblica amministrazione. Non possiamo quindi che augurarci che il gruppo di lavoro produca ulteriori documenti e standard ed evidenzi le best practice relative a questo argomento; il report dell'ultimo incontro aperto al pubblico organizzato dal gruppo di lavoro, tenuto a Washington il 12 e 13 marzo 2009, attesta che esso si sta muovendo in questa direzione.

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