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Alcune tecniche per sottotitolare i video o predisporre alternative testuali.
a cura di: Alessio Mantegna e Andrea Di Pizio | 17 marzo 2008
Per essere considerato accessibile a tutte le categorie d'utenti, un video deve essere accompagnato da alternative testuali equivalenti. Sottotitoli o trascrizioni testuali sono utili senza dubbio alle persone con disabilità uditive, ma anche agli utenti che non dispongono del player adatto alla riproduzione o che dispongono di connessioni lente.
L’importanza delle alternative equivalenti č evidenziata dal punto di controllo 1.4 delle WCAG 1.0 [link esterno]:
Per ogni presentazione multimediale temporizzata (per esempio: un filmato o un’animazione), sincronizzare le alternative equivalenti (per esempio: sottotitoli o audio-descrizioni della traccia video) con la presentazione
e dal requisito n° 18 della Legge Stanca [link esterno]:
Qualora un filmato o una presentazione multimediale siano indispensabili per la completezza dell'informazione fornita o del servizio erogato, predisporre un’alternativa testuale equivalente sincronizzata in forma di sotto-titolazione e ⁄ o di descrizione vocale, oppure predisporre un riassunto o una semplice etichetta per ciascun elemento video o multimediale, tenendo conto del livello di importanza e delle difficoltà di realizzazione nel caso di presentazioni in tempo reale.
Rispetto alle WCAG 1.0, il requisito n° 18 della legge Stanca introduce i concetti di "indispensabilità" per la completezza dell'informazione, di "livelli di importanza" e di "difficoltà di realizzazione" delle sincronizzazioni in tempo reale. Lo sviluppatore è invitato a riflettere su quale dovrà essere la scelta idonea rispetto agli obiettivi comunicativi della pagina in cui si trova il filmato.
Il requisito n° 3 della Legge Stanca [link esterno] chiarisce, inoltre, che è necessario fornire un'alternativa testuale per ogni oggetto non di testo, quindi, a rigor di logica, anche per i video:
Fornire una alternativa testuale equivalente per ogni oggetto non di testo presente in una pagina e garantire che quando il contentuo non testuale di un oggetto cambia dinamicamente vengono aggiornati anche i relativi contenuti equivalenti predisposti; l'alternativa testuale equivalente di un oggetto non testuale deve essere commisurata alla funzione esercitata dall'oggetto originale nello specifico contesto.
I file video pubblicati in una pagina web permettono di completare l'informazione testuale e di arricchire l'esperienza utente.
Tutti conosco servizi di condivisione come You Tube [link esterno] e Google Video [link esterno] che forniscono, per esempio, la possibilitā di inserire i video facilmente e gratuitamente per aumentare la visibilitā di esperienze personali degli utenti o di eventi particolari.
Anche i siti delle amministrazioni pubbliche possono completare i propri contenuti con filmati o presentazioni multimediali, a patto che si utilizzino tutte le precauzioni per far fruire le stesse informazioni a tutti i cittadini.
Per rendere un video accessibile è possibile, in base alle specifiche esigenze di comunicazione, eseguire le seguenti operazioni alternative:
La scelta finale è a descrizione dello sviluppatore e sarà legata ovviamente anche al livello di importanza del video, alla durata del video stesso, e ad eventuali difficolta tecniche per realizzare la sottotitolazione.
Nei paragrafi successivi cercheremo di illustrare l'operazione più complessa, ovvero come aggiungere a un video i sottotitoli. Per fare questo ci serviremo di un esempio di video, la cui trascrizione testuale del parlato è la seguente (per gentile concessione di Ariel - www.calibano.it):
Innanzitutto è necessario fare una distinzione fra sottotitoli chiusi e sottotitoli aperti:
Si consiglia di utilizzare i sottotitoli chiusi perchè, in alcuni casi, permettono all'utente una maggiore personalizzazione (scelta lingua, attivazione/disattivazione sottotitoli, indicizzazione nei motori di ricerca del testo dei sottotitoli).
Si consideri, però, che in base al sistema operativo utilizzato la disattivazione dei sottotitoli potrebbe non avvenire correttamente (per esempio utilizzando RealPlayer su Windows).
Per effettuare la sottotitolazione è necessario utilizzare un software di sottotitolazione che permetta di:
Il programma gratuito suggerito per effettuare la sottotitolazione è un editor basato su Java chiamato Magpie [link esterno].
Esistono, comunque, anche altri strumenti per la sottotitolazione [link esterno].
Di seguito indichiamo i passi per effetuare la sincronizzazione con Magpie:
Immagine della finestra iniziale in Magpie:

Immagine della finestra di inserimento dei sottotitoli in Magpie:

Approfondiremo, adesso, la fase di esportazione dei sottotitoli per 3 formati utilizzando Magpie:
Dopo aver inserito il testo dei sottotitoli nell’apposita area della finestra di MAGpie ed averlo sincronizzato con il video, è necessario esportare i sottotitoli in un formato che possa essere riprodotto da QuickTime:
Il file TXT creato da Magpie contiene i dati stilistici dei sottotitoli, i dati relativi alla sincronizzazione ed il testo dei sottotitoli. Il file SMIL (Synchronized Multimedia Integration Language 1.0) appartiene a un linguaggio standard del W3C per la marcatura di presentazioni multimediali ed indica a QuickTime come assemblare il video ed i sottotitoli.
Attenzione
Prima di cliccare sul video d'esempio è necessario:
Guarda il video d’esempio in formato QuickTime
Dopo aver inserito il testo dei sottotitoli nell’apposita area della finestra di MAGpie ed averlo sincronizzato con il video, proviamo a esportare i sottotitoli in un formato che possa essere riprodotto da Real player.
Di seguito, sono illustrati i passaggi da seguire:
Il file di testo (con estensione RT) creato da Magpie contiene i dati stilistici dei sottotitoli, i dati relativi alla sincronizzazione ed il testo dei sottotitoli. Il file SMIL indica a RealPlayer come assemblare il video ed i sottotitoli.
Attenzione
Prima di cliccare sul video d'esempio è necessario:
Guarda il video d’esempio in formato Real Player
Dopo aver inserito il testo dei sottotitoli nell’apposita area della finestra di MAGpie ed averlo sincronizzato con il video, proviamo a esportare i sottotitoli in un formato che possa essere riprodotto da Windows Media Player.
Di seguito, sono illustrati i passaggi da seguire:
href="video.wmv?SAMI=video.smi";Il file SAMI, generato da Magpie e legato al file video mediante la stringa di query indicata prima, permette di visualizzare il video sottotitolato.
Attenzione
Prima di cliccare sul video d'esempio è necessario:
Guarda il video d’esempio in formato Windows Media Player
Le modalità di pubblicazione di un video sottotitolato sono due:
I "vantaggi" della visualizzazione diretta nei player sono i seguenti:
Gli "svantaggi" della visualizzazione diretta nei player sono i seguenti:
Il "vantaggio" principale della visualizzazione all'interno del browser (mediante l'utilizzo dell'elemento OBJECT) è il seguente:
Gli "svantaggi" della visualizzazione all'interno del browser (mediante l'utilizzo dell'elemento OBJECT) sono i seguenti:
Si consiglia, inoltre, di fornire la fruizione dei video anche in "streaming" per facilitare la visualizzazione (per i file video pesanti).
Per un approfondimento sulle tecniche di visualizzazione consultare la guida di Roberto Castaldo [link esterno].
Nel caso in cui lo sviluppatore scelga di pubblicare i sottotitoli in un unico formato, si consiglia di scegliere il formato che assicuri la maggiore penetrazione del mercato e la maggiore compatibilità: il formato Flash.
Di seguito, è presentata una breve descrizione delle modalità di esportazione in Flash con Magpie e Google Video:
Il codice di marcatura fornito da Google Video si basa sull'elemento proprietario EMBED che non rispetta gli standard W3C.
Michele Diodati [link esterno] modifica il codice fornito da Google utilizzando l'elemento standard OBJECT al posto dell'elemento EMBED e inserisce un commento condizionale per risolvere un problema legato ad Internet Explorer per Windows (<!––[if IE]> ... <![endif]––>). All'interno del codice è inserita, inoltre, una breve descrizione del video (Un video sottotitolato del Lau) per coloro che utilizzano un browser testuale.
Codice HTML standard suggerito da Michele Diodati [link esterno] per ottenere lo stesso risultato del codice di marcatura di Google
<object type="application/x-shockwave-flash"data="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=codicefile&hl=it"
width="400" height="326" id="VideoPlayback">
<!––[if IE]><param name="movie" value="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=codicefile&hl=it" /><![endif]––>
<param name="flashvars" value="&subtitle=on" />
Un video sottotitolato del LAU
<⁄object>
Dal punto di vista dell'accessibilità, il video caricato e sottotitolato utilizzando Google Video permette di ottenere una semplice conversione in Flash (formato altamente compatibile) utilizzando lo spazio sul server del fornitore del servizio (Google).
Di seguito è proposto un esempio della soluzione in Flash appena proposta:
Il W3C sta lavorando per creare un formato per la sottotitolazione chiusa che sia realmente compatibile.
Nel 2003, il W3C ha creato un gruppo di lavoro chiamato Timed-Text Working Group [link esterno] che ha l'obiettivo di sviluppare un formato compatibile per la sottotitolazione chiusa. In questo modo, basterebbe creare un singolo file di sottotitolazione che potrà essere riprodotto da qualunque player.
Il gruppo di lavoro ha pubblicato una candidate recommendation che suggerisce l'utilizzo di un linguaggio chiamato DFXP (Distribution Format Exchange Profile) [link esterno].
Fornire alternative equivalenti per i contenuti uditivi e visivi [link esterno]
a cura di Michele Diodati su diodati.org
Come rendere accessibile un filmato per il Web [link esterno]
a cura di Roberto Ellero su webaccessibile.org
Guida al requisito n° 18 della Legge Stanca [link esterno]
a cura di Roberto Castaldo su webaccessibile.org
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