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Hamburger a colazione? No, grazie!

Il problema di ridisegnare la navigazione di un applicativo usato: se qualcosa è facilmente migliorabile forse vale la pena apportare qualche cambiamento anche a un prodotto che ha dimostrato, nel corso del tempo, di poter assolvere ai compiti per il quale è stato pensato.

a cura di: Ugo Goy | 19 ottobre 2005


È attività frequente, nel nostro lavoro, ridisegnare la navigazione di un applicativo usato ormai da anni e che, come si dice in gergo, “il suo lavoro comunque lo fa”.
Il problema è che il medesimo lavoro potrebbe farlo senza costringere l’utilizzatore a un elevato sforzo di concentrazione. Quando infatti l’attenzione viene meno, diventano frequenti gli errori. Se ci rifacciamo alla definizione di cosa sia l’usabilità, ossia il grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso, è evidente che siamo all’ABC della stessa.

Il lavoro da compiere è quindi di natura culturale: diffondere nei diversi ambiti le conoscenze acquisite e, a volte, il semplice concetto che se qualcosa è facilmente migliorabile forse vale la pena apportare qualche cambiamento anche a un prodotto che ha dimostrato, nel corso del tempo, di poter assolvere ai compiti per il quale è stato pensato…ops, volevo dire realizzato.
Se ho fame è vero che posso togliermela entrando in un fast food, ma forse è preferibile fare qualche metro in più e, beninteso spendendo qualcosa in più, sostituire il cheeseburger con una niçoise. Il risultato è lapalissiano: sarà la sazietà in entrambi i casi…

Dando per scontato lo studio dell’ambito operativo e degli utilizzatori dell’applicativo, è bene partire da una struttura generale coerente che fornisca una presentazione delle informazioni ragionata e gerarchica. Se vogliamo possiamo parlare di architettura dell’informazione.
Come un tempo non eri nessuno se non avevi “il portale”, oggi non sei nessuno se non ti occupi di architettura dell’informazione o sei non hai il videocellulare, of course.
È strano a dirsi ma senza una riflessione, una progettazione a monte, anche il più banale dei programmini può risultare un’ostica attività lavorativa; quando poi questo programma lo si utilizza, gettando nella frustrazione anche il collega più navigato che, tornando dalle ferie, dovrà re - imparare tutto quello che il mare ha cancellato per richiedere un temperino o per consultare la sua situazione aziendale.
L’interfaccia deve essere un aiuto per chi quella schermata la usa per lavorare, non uno scoglio…

Evidenziare gli step da compiere, semplificandone il numero insieme ad un lavoro sul labeling sono la chiave di volta per la ridefinizione di qualcosa che si sviluppa attraverso flussi che non seguono la logica umana ma sono sottoposti alla sacralità del database ereditato.
Se determinate modifiche sulla logica applicativa hanno, è inutile nasconderlo, incidenze sui costi per apportare i cambiamenti, è vero che alcune operazioni sono implementabili a costi ridotti.
È fondamentale dare la possibilità all’utente di capire quello che deve fare e come, garantendo sempre la possibilità di comprendere l’eventuale errore commesso e poterlo risolvere. Far comprendere sempre all’utente cosa sta succedendo, dove si trova, fargli comprendere i termini che incontra… il linguaggio utilizzato deve essere modellato sul fruitore ultimo, non sull’ultimo programmatore, con tutto il rispetto per il lavoro che ha compiuto. Lavoro spesso buono, per le parti di sua competenza.

Sarà quindi compito di chi si occupa di usabilità essere un tramite tra chi produce e chi utilizza un programma o un sito, andando a comprendere le esigenze di questi ultimi e il background dei primi. Fortunatamente le idee non hanno confini e si diffondono anche… attraverso gli uffici!
Nonostante “Super size me” e gli effetti evidenti di un certo tipo di alimentazione, non posso immaginare un futuro in cui i fast food si trovino in difficoltà per l’esiguo numero di clienti, ma credo che i principi legati all’usabilità avranno sempre più voce in capitolo in ambito informatico.

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