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Home > indice delle normative > Legge Stanca: rediscover the web


Legge Stanca: rediscover the web

Struttura, contenuti e finalità della Legge 4/2004.

a cura di: Sebastiano Nutarelli | 30 agosto 2005

Rediscover the web, così cita l'ormai famoso slogan della Mozilla Foundation che accompagna il figliol prodigo browser Firefox. Slogan adattabile alla nuova situazione a cui la Legge 4/2004 porterà (o si propone di portare).
In Italia (dati Publiaccesso), su 57 milioni di persone che pagano per ottenere servizi, il 5% è portatore di una qualche disabilità.
La Legge 4/2004 si propone di fare in modo che i servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali siano accessibili per tutti i cittadini, nessuno escluso

Riconoscendo e tutelando il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici - tutelando e garantendo in particolare il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell'art. 3 della Costituzione.

(comma 1 e 2, art. 1, Legge 4/2004)

Ricordando che per la legislazione italiana una legge entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, partiamo dal testo del decreto legge, pubblicato in G.U. il 17/01/2004. Il testo indica gli obiettivi (sopra citati per intero con i due commi dell'art.1), individua gli obblighi e i soggetti interessati all'ottemperanza degli stessi (soggetti erogatori), le responsabilità che scaturiscono dalla mancata osservanza delle direttive, i compiti amministrativi e i documenti a corollario sotto elencati:

Andiamo per ordine:

  • Il regolamento di attuazione definisce e cura tutti i dettagli della "valutazione dell'accessibilità" (criteri e principi d'accessibilità, valutazione effettiva tramite l'istituzione di una lista imparziale di valutatori, modalità di richiesta di una valutazione, logo attestante l'ottemperanza e suo utilizzo, aggiornamento della valutazione precedentemente effettuata controlli esercitabili sui privati e sui soggetti erogatori);
  • I 22 requisiti da sottoporre a verifica tecnica specificano gli standard tecnici per l'accessibilità dettati dalla Legge stessa riguardanti i siti INTERNET (sia su rete pubblica, che INTRANET, EXTRANET – più in generale ogni applicazione visualizzata tramite browser, ove per browser s'intende tutto l'insieme di dispositivi/user-agent utilizzabili dall’utenza per consultare un sito web). Per venire incontro all'utilizzo di tool di valutazione pre-esistenti, a un più facile riscontro con gli standard esistenti e anche perchè (cito art.2 del Regolamento attuativo, comma 1.c) sono individuati come "accessibili i servizi realizzati tramite sistemi informatici compatibili con le linee guida indicate nelle comunicazioni, nelle raccomandazioni e nelle direttive sull'accessibilità dell'Unione Europea, nonchè nelle normative internazionalmente riconosciute e tenendo conto degi indirizzi forniti dagli organismi pubblici e privati, anche internazionali, operanti nel settore, quali l'ISO e il W3C, vi sono continui riferimenti a punti di controllo delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 1.0 e alla Section 508 americana da intendersi come analogie o vicinanze e non come obbligo di perfetta corrispondenza (anche se mi sento di dire che ove vi sia un rimando alle WCAG 1.0 specifico esso vada applicato tanto quanto lo si sarebbe applicato per ottenere l'ottemperanza con la priorità correlata per le WCAG 1.0). In merito ai requisiti tecnici (in alcuni casi specifici) maggior chiarezza sarebbe forse stata gradita (ma è una legge al primo vaglio, è d’obbligo una buona dose comprensione e la consapevolezza, in ogni caso, della rivoluzione a cui essa porterà. Vedi req.1 che sembra avere molte implicazioni poi in parte smentite da requisiti successivi, il req.12 che sembra voler imporre un layout liquido e invece sembrerebbe non essere propriamente così, etc.) che in ogni caso verranno maggiormente chiarificati con la prossima pubblicazione di esempi pratici fonte Cnipa, probabilmente dopo l'estate.
  • Nei requisiti per la verifica soggettiva vengono definiti 12 criteri di valutazione della "qualità" di un sito web (percezione, comprensibilità, operabilità, coerenza, salvaguardia della salute, sicurezza, trasparenza, apprendibilità, aiuto e documentazione, tolleranza agli errori, gradevolezza e flessibilità), la metodologia di progettazione dei siti Web centrata sull'utente e il processo di valutazione della rispondenza di un ambiente ai criteri sopra-citati.
  • Nei requisiti hardware e software vengono elaborati i requisiti tecnici per la conformità dell'hardware dei personal computer e delle applicazioni software alle differenti disabilità (cito ad esempio l'ultimo dei 7 requisiti: Qualora venga utilizzata una forma di identificazione biometrica, deve essere fornita una forma alternativa di identificazione che non richieda all’utente di possedere quella specifica caratteristica biologica ove per forma d’identificazione biometria s'intende, ad esempio, un sistema di lettura delle impronte digitali dell'utente.

Come visto l'ottemperanza a tale legge porta alla possibilità dell'esposizione dell'immancabile "bollino" di conformità.
Definito all'art. 5 del Regolamento d'attuazione come un personal computer di colore terra di Siena, unito a tre figure umane stilizzate.. per il superamento della sola verifica tecnica, mentre ..all’esito della verifica soggettiva, il diverso livello di qualità raggiunto dal servizio è indicato mediante asterischi, da uno a tre, riportati nella parte del logo raffigurante la tastiera del personal computer.

La legge 4/2004 interessa i siti dei soggetti erogatori definiti all'art.3

La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.

(comma 1, art. 3, Legge 4/2004)

ma, determinante dettaglio definito nel comma 2 dell'art.4

I soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all'articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l'obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

(comma 2, art. 4, Legge 4/2004)

solo nel caso in cui i siti siano di nuova fattura una volta in vigore il decreto o se pre-esistenti, essi subiscano …rinnovo, modifica o novazione.
Questo tanto criticato punto debole della legge viene compensato dall'art. 53 del Codice della PA Digitale: Le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità in vigore dal 1° gennaio 2006 (tempo d'adeguamento 24 mesi) che dunque non fa più alcuna distinzione e uniforma il provvedimento.

La conclusione la affido ad una citazione:

La Segreteria Tecnico-scientifica del CNIPA è convinta che la completa, coerente e coesa realizzazione di queste iniziative contribuirà a creare condizioni perchè i servizi possano essere erogati a tutti i cittadini disabili, in modo da garantire una migliore fruizione da parte della totalità dei cittadini ed un miglioramento anche delle modalità di erogazione. Avremo contribuito a creare un contesto in cui poter considerare il disabile non più soltanto come una persona da assistere, ma come una risorsa da utilizzare, nell'ulteriore convincimento che il suo inserimento risponde oltre che ad un obiettivo di civiltà anche ad uno di efficienza recuperata.

Avremo compiuto un passo avanti verso l'inclusione e l'integrazione.

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