Vai ai contenuti

LAU



Home > testare > accessibilità: test con gli user agent > Sondaggio sulle preferenze degli utenti di screen reader


Sondaggio sulle preferenze degli utenti di screen reader

Una ricerca promossa da WebAIM mette in luce le modalità di navigazione utilizzate dalle persone che utilizzano i lettori vocali.

a cura di: Andrea Di Pizio e Fabio Regina | 4 febbraio 2009


Tra dicembre 2008 e gennaio 2009 WebAIM ha promosso un sondaggio sulle modalità di utilizzo degli screen reader da parte degli utenti: Survey of Preferences of Screen Readers Users [link esterno].

Malgrado la metodologia di ricerca (un questionario libero) e il campione utilizzato non abbiano una formale validità scientifica, le risposte al sondaggio sono state 1121, numero che consente quantomeno di farsi un idea del panorama che abbiamo di fronte.

Ecco alcuni dati riportati dal sondaggio di WebAim:

  • gli screen reader più utilizzati sono JAWS (74%), Window-Eyes (23%), NVDA (8%), e VoiceOver (6%)
  • il 74.6% degli utenti aggiornano lo screen reader alla nuova versione almeno una volta all'anno
  • il 90% personalizza le funzionalità del proprio screen reader
  • il 12% usa gli screen reader sui dispositivi mobili

Il sondaggio effettuato da WebAim conferma, tra l'altro, alcuni dei dati che avevamo già riscontrato in un'indagine svolta dal LAU [link esterno] in collaborazione con Maurizio Boscarol. Ad esempio:

  • determinante per l'accessibilità delle pagine è l'uso dei tag di titolazione (h1-h6), mentre risultano sorprendentemente poco importanti i salti interni alla pagina
  • discretamente utili gli "accesskey" che sono maggiormente utilizzati dagli utenti che non hanno un'approfondita conoscenza del lettore vocale
  • poco utilizzate le mappe dei siti
  • le pop up, nella maggior parte dei casi, generano disorientamento

Entrambe le ricerche mettono soprattutto in luce quanto sia importante il grado di conoscenza dello screen reader da parte del singolo utente nel determinare le strategie adottate nell'esplorazione delle pagine e il successo finale nella realizzazione degli obiettivi.

La conclusione più significativa di queste esperienze è che non esiste un utente-tipo di screen reader. Le modalità di fruizione dei contenuti web delle persone non vedenti o ipovedenti (così come gli utenti dei comuni browser grafici) sono strettamente legate al livello di conoscenza del web e della tecnologia informatica. Questi due fattori influiscono pesantemente sul grado di personalizzazione dello screen reader e quindi sulle modalità di raggiungimento degli obiettivi di navigazione.

Come sviluppatori non ci resta che cercare di trovare le soluzioni migliori per soddisfare un cospicuo e variegato gruppo di utenti. Come ricercatori dovremo affinare le metodologie delle nostre indagini e cercare di coinvolgere il maggior numero di utenti disabili per capirne le modalità di fruizione delle pagine web e per soddisfarne le esigenze.

torna su


[ Torna all’inizio della pagina ]



Sito realizzato dal Laboratorio di Accessibilità e Usabilità del CSI-Piemonte - Privacy, cookies e accessibilità

[ Torna all’inizio della pagina ]