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"Breadcrumbs" che passione!

Le "briciole di pane" sono considerate, all’interno dei siti, un utile strumento di navigazione ma gli utenti si accorgono della loro esistenza? Le usano? E soprattutto ne comprendono il significato? Un’indagine e un test di usabilità della "School of Information Arts and Technologies" dell’Università di Baltimora sembra dimostrare come gli utenti interpretino secondo un modello opportunistico l'uso e il significato delle "briciole di pane".

a cura di: Vincenzo Mania | 1 giugno 2006


Un'indagine della "School of Information Arts and Technologies" dell'Università di Baltimora ha verificato, su un campione di 4.775 siti, come vengono usate le "briciole di pane" e quali tipi di convenzioni vengono utilizzate. Successivamente ha condotto un test di usabilità che ha cercato di verificare qual è il modello mentale degli utenti nei confronti di questo strumento.

Ma cosa sono effettivamente le "briciole di pane"?

Instone [1] ha definito tre tipologie di "briciole di pane", ognuna descrive, all'interno di un sito, caratteristiche differenti:

  • Location breadcrumbs, indicano la posizione gerarchica della pagina che stiamo consultando senza nessuna considerazione del percorso che è stato fatto per arrivare sino a quella pagina
  • Path breadcrumbs, mostrano il percorso che l'utente ha fatto all'interno di un sito per giungere sino alla pagina considerata, in questo caso la rappresentazione delle briciole di pane all'interno della pagina può variare in quanto dipende dai differenti percorsi che l'utente ha utilizzato per arrivarci
  • Attribute breadcrumbs, veicolano meta informazioni, come ad esempio il prezzo, la categoria, lo stile o il marchio di un prodotto.

Il metodo di indagine utilizzato

Al fine di quantificare la prevalenza delle "briciole di pane" e di stabilire quali convenzioni vengono utilizzate dagli sviluppatori, i ricercatori hanno visitato, nell'estate del 2002, 4.775 siti elencati su Google Catalog (ora sostituito da http://froogle.google.com [link esterno]).

L'elenco di questi siti è stato importato in un database riportando il nome del sito, la URL, il carattere utilizzato come separatore all'interno delle "briciole di pane" e un'immagine delle briciole stesse.

Dei 4.775 siti elencati su Google Catalog, solo 3.453 contenevano pagine html, i rimanenti facevano riferimento a cataloghi in formato PDF, non erano accessibili o erano duplicazioni di altri siti. Se veniva trovata traccia delle "briciole di pane" entro tre click il sito veniva categorizzato all'interno del database secondo il metodo appena descritto. Se non venivano individuate le "briciole" entro i tre click veniva invece categorizzato come sito senza "brciole".

I risultati dell'indagine

Il 17% circa dei 3.453 siti usavano le briciole di pane. Nel 47% dei casi il carattere utilizzato come separatore era il segno di maggiore (>).

Il test di usabilità

Per il test di usabilità sono stati reclutati 14 utenti: 12 donne e 2 uomini che utilizzavano internet sia a casa che al lavoro. Tra questi, 3 partecipanti avevano scarso interesse nei confronti dell'utilizzo di internet, 7 un ridotto interesse e 4 un alto interesse.
Ai partecipanti al test è stato chiesto di compiere uno specifico numero di compiti su quattro siti: Walmart.com, Target.com e Yahoo.com che usano "location breadcrumbs" e Epicurious.com che invece usa "path breadcrumbs".

La procedura utilizzata nel test

Per ogni compito è stato chiesto di cercare un elemento ed un suo elemento correlato. Usando le "briciole di pane" si poteva navigare unidirezionalmente dall'elemento originale a quello correlato, con la speranza di scoprire perché i partecipanti usavano le "briciole di pane" per passare all'elemento correlato e quanto spesso lo facevano.
All'interno del test veniva considerato come "uso delle briciole di pane" tutte le volte che il partecipante, durante l'esecuzione del compito, cliccava su un link posto nelle "briciole" o dichiarava esplicitamente che aveva notato tale link. Passare sul link con il mouse senza cliccare o senza che l'utente facesse un riferimento verbale ad esso non veniva considerato ai fini del test. Il conduttore del test non faceva mai nessun riferimento alle "briciole di pane" sino a quando l'utente non le avesse usate per la prima volta o non ne avesse parlato esplicitamente. Un volta che l'utente si fosse trovato ad usarle esplicitamente il conduttore poteva chiedere: "Cosa sono?" e poteva continuare a porre delle domande al fine di scoprire cosa rappresentavano le "briciole" e come il partecipante le avrebbe usate.
Dopo aver completato tutti i compiti assegnati, venivano poste delle domande più dettagliate sulle "briciole di pane" e sul perché le avevano usate.

Il risultato del test

Tutti i partecipanti, tranne uno, hanno, almeno una volta, cliccato sulle briciole di pane. Sul totale dei compiti dati ai partecipanti (175), le "briciole di pane" sono state usate nel 22% dei casi . I "path breadcrumbs" di Epicurious.com e gli "attribute breadcrumbs" dei risultati ricerca di Target.com sono stati usati due volte; in tutti gli altri casi le "briciole di pane" sono state usate come "location breadcrumbs".

Il modello mentale delle "location breadcrumbs"

Nel corso del test i partecipanti hanno descritto le "location breadcrumbs" in questo modo:

  • Indicano dove mi trovo
  • Indicano il percorso che ho fatto per arrivare fino a qui
  • Sono le parola chiave di cui ho bisogno, quando ne ho bisogno
  • Un'alternativa al tasto "torna indietro"

Indicano dove mi trovo

Nove partecipanti su 14 hanno descritto le "bricole di pane" come uno strumento che indica la posizione. Quattro hanno specificato che era un strumento che indicava la posizione all'interno del sito ("mi dicono dove mi trovo"), altri quattro hanno indicato che era un strumento che descriveva la gerarchia del sito ("Pranzare è un sottolemento dell'elemento Cucina") .

Indicano il percorso che ho fatto per arrivare fino a qui

Cinque partecipanti hanno assunto in maniera errata che le "briciole di pane" indicavano sia il percorso che avevano fatto per arrivare sino a quella pagina sia un dato per capire quali pagine avevano visitato nel sito.

La parola chiave di cui ho bisogno, quando ne ho bisogno

Questo concetto della parola chiave è risultato da uno specifico compito. È stato chiesto ai partecipanti di cercare il DVD horror "Pitch Black" su Walmart.com e successivamente è stato loro chiesto di localizzare altri DVD horror. In questo caso nove utenti su 14 (il 64%) hanno notato subito la parola horror sulle "briciole di pane" e l'hanno cliccata. Quando è stato chiesto cosa avevano cliccato e perché, generalmente hanno risposto che stavano cercando il termine "horror" e che gli era sembrato di trovare un link significativo e l'avevano cliccato al posto di usare il tasto indietro o il motore di ricerca.

Un'alternativa al tasto "torna indietro"

Si è notato che qualche volta gli utenti hanno usato le "briciole di pane" per trovare le categorie desiderate e in particolare se il termine che stavano cercando era molto più specifico rispetto alle etichette usate nella navigazione globale; in altri casi hanno preferito usare il tasto indietro. È stato chiesto loro di spiegare il perché a volte avevano usato il tasto indietro e a volte il termine sulle "briciole di pane". Le risposte variavano:

  • I partecipanti dicevano che a volte il tasto indietro era più sicuro da usare perché sapevano già in quale pagina andavano a finire. Erano assolutamente confidenti del fatto che premere il tasto indietro li portava ad una pagina che si aspettavano di vedere. Cliccare su un termine delle "briciole di pane" introduceva un elemento di rischio poiché l'utente poteva non aver visitato quella pagina. I link visitati (con un colore differente) non sembravano essere un modo abbastanza sicuro per indicare agli utenti che invece quella pagina l'avevano già visitata. Un partecipante ha descritto così questo modo di agire: "È più sicuro premere il tasto indietro perché so quello che ho visto. Se clicco questo (il link sulle "briciole di pane") non so se vedrò la pagina vista prima. Non voglio perdere altro tempo"
  • L'opportunità che presentavano le "briciole di pane" di arrivare più velocemente alla pagina desiderata attenuava il rischio di alcuni partecipanti. Ad esempio è stato osservato che, dopo aver cliccato attraverso diverse pagine di risultati di ricerca senza trovare l'argomento desiderato, i partecipanti hanno usato le "briciole di pane" invece di cliccare ripetutamente il tasto indietro per tornare alle pagine precedenti. Quando è stato chiesto perché si cliccava sulle "briciole di pane" al posto del tasto indietro un partecipante ha risposto: "cliccando indietro" si fa troppa fatica"
  • È stato riscontrato che i partecipanti, nella scelta tra cliccare il tasto indietro o il link sulle "briciole di pane" , tendevano ad usare "ciò che (nel loro pensiero) era la via più veloce".

Il modello mentale delle "Attribute breadcrumbs"

A due partecipanti che hanno usato le "briciole di pane" è stata chiesta, nel corso del questionario finale, una spiegazione sul loro utilizzo. Hanno descritto accuratamente l'uso delle "briciole di pane" come "attribute breadcrumbs" e cioè uno strumento per ottenere più elementi simili a quello appena trovato oppure una lista di altri percorsi che si sarebbero potuti intraprendere per giungere allo stesso elemento.

La navigazione opportunistica

I ricercatori, in base all'indagine e al test di usabilità effettuato concludono il loro studio con un riferimento esplicito alla fiaba di Hansel e Gretel e focalizzano il concetto di "navigazione opportunistica":

La fiaba dei fratelli Grimm offre una dimostrazione ragionevole di come siano utili le briciole di pane, quando sono utili e secondo chi sia l'utilizzatore. Quando Hansel e Gretel furono abbandonati nella foresta la prima volta trovarono con successo la strada per tornare a casa seguendo i sassolini che Hansel si era lasciato dietro. La seconda volta che i loro genitori li condussero nella foresta Hansel usò le briciole di pane per segnare il sentiero per tornare a casa. Ma quelle briciole risultarono essere inutili ai bambini perchè furono mangiate dagli uccelli.

Gli uccelli andarono nella foresta specificamente per mangiare il pane? No. Le briciole si trovavano per caso proprio dove si trovavano per caso gli uccelli.
La stessa cosa succede con le "briciole di pane" come elementi di navigazione: se un'etichetta sulle briciole di pane sembra corrispondere a ciò che l'utente sta cercando, e l'utente se ne accorge, potrebbe effettivamente usare il link fornito.

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